skype:    ivanopat

Use OpenOffice.org

Pagine personali:
lavoro, divertimento, passatempi
in ordine casuale e senza nessuna priorità


 
Note scherzosamente serie
 


Conservatorio
Fotografia
Fisarmonica
Concertina
Varie
 

 

Los Justos
Un hombre que cultiva su jardin, como queria Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya musica.
El que descubre con placer una etimologia.
Dos empleados que en un cafè del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipografo que compone bien esta pagina, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razon.

Esas personas, que se ignoran, estan salvando el mundo.

I GIUSTI
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla Terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un'etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.


 


De beneficiis
[...]Quid tanquam tuo parcis? Procurator es. Omnia ista quae uos tumidos, et supra humana elatos obliuisci cogunt uestrae fragilitatis, quae ferreis claustris custoditis armati, quae ex alieno sanguine rapta uestro defenditis ; propter quae classes cruentaturas maria deducitis, propter quae quassatis urbes, ignari quantum telorum in aduersos fortuna comparet; propter quae, ruptis toties affinitatis, amicitiae, collegii foederibus, inter contendentes duos terrarum orbis elisus est ; non sunt uestra : in depositi causa sunt, iam iamque ad alium dominum spectantia ; aut hostis ista, aut hostilis animi successor inuadet. Quaeris quomodo illa tua facias ? dono dando. Consule ergo rebus tuis, et certam tibi earum atque inexpugnabilem possessionem para, honestiores illas non solum, sed tutiores facturus; illud quod suspicis, quo te diuitem ac potentem putas, quamdiu possides, sub nomine sordido iacet ; domus est, seruus est, nummi sunt : quum donasti, beneficium est.

[...]Perché ne fai economia, come se si trattasse del tuo? Tu non sei che un aministratore. Tutti questi beni che vi spingono, gonfi d’orgoglio e sollevati in una dimensione sovrumana, a dimenticarvi della vostra fragilità, che custodite armi in pugno dietro porte di ferro, che difendete a prezzo del vostro sangue dopo averli strappati versando il sangue altrui, per i quali varate flotte destinate a insanguinare i mari, per i quali fate tremare le città, senza sapere quante frecce la fortuna prepari per colpirvi alle spalle, per i quali il mondo intero fu spaccato fra due contendenti, rotti infinite volte i vincoli della parentela, dell’amicizia, della colleganza: tutti questi beni non vi appartengono, sono nella condizione giuridica di un deposito che è già prossimo a passare a un altro padrone. Di essi si impossesserà o un nemico o un erede ostile. Vuoi sapere come farli tuoi? Donandoli. Prenditi dunque cura delle tue cose, e procuratene un possesso certo e inattaccabile: con ciò stesso tu le renderai non solo più protette, ma più onorevoli. Ciò che guardi con occhio goloso, che secondo te ti rende ricco e potente, fintantoché lo possiedi tu è avvilito da spregevoli etichette: è «casa», è «schiavo», sono «soldi»; una volta che l’hai donato è «beneficio»